12 dicembre 2012

CORTE DEI CONTI: CONDANNA PER DANNO ERARIALE - MANCATA RISCOSSIONE DEI CANONI DI OCCUPAZIONE SU TERRE CIVICHE

Con la Sentenza n. 1645 del 17/08/2010 della Corte dei Conti (Sez. Giurisp. Lazio) sono stati condannati i responsabili dell’Ufficio Urbanistica, per danno erariale, al risarcimento all’Ente comunale dei canoni di occupazione non incassati relativi all’arbitraria occupazione di terreciviche (così come definite nella Legge 1766/1927), in quanto, ai sensi del comma 6 dell’art. 107 del Decreto Legislativo n 267/2000, “i dirigenti sono direttamente responsabili, in via esclusiva, in relazione agli obiettivi dell'ente, della correttezza amministrativa, della efficienza e dei risultati della gestione”.
Tale sentenza conferma dei principi fondamentali:
  • sulle terre civiche è obbligatorio riscuotere il canone di occupazione ai sensi del Decreto Legislativo n. 446/1997 (Canone di occupazione spazi ed aree pubbliche), pur in presenza di un’istanza di alienazione in corso;
  • siccome gli usicivici sono imprescrittibili, l’Amministrazione comunale deve necessariamente esigere la corresponsione di una indennità risarcitoria per occupazione indebita nei confronti degli occupanti dei terreni demaniali di uso civico;
  • l’Amministrazione comunale deve richiedere l’indennizzo per il risarcimento di danni e/o l’indebito arricchimento da occupazione abusiva del terreno demaniale a tutela dell’intera comunità;
  • a carico degli occupanti di un’area demaniale ad uso civico vige l’obbligo di pagare una somma annua a titolo di ristoro, in attesa, anche, dell’esperimento delle eventuali procedure che possono portare al definitivo superamento del vincolo per il terreno in oggetto attraverso gli opportuni atti di legittimazione o di alienazione;
  • la condotta omissiva del Comune nell’agevolare l’azione reiterante dell’occupante nel non assolvere al pagamento del diritto di enfiteusi sul terreno è un comportamento non ascrivibile all’occupante per la mancanza di volontà di sottrarsi all’onere ma derivante dalle lacunose iniziative dell’Amministrazione comunale che non ha mai garantito la legalità del rapporto giuridico. Atteggiamento d’inerzia tenuto anche nell’attesa di stipulazione del contratto di cessione dei terreni;
  • stante l’obbligatorietà per gli amministratori dei Comuni a riscuotere i canoni di natura enfiteutica di cui alla legge n. 1766 del 1927 non concedendosi loro la facoltà di rinunciare alla loro riscossione, si imponeva e si impone tuttora la richiesta di un canone enfiteutico pur in presenza di una istanza di alienazione  n corso;
  • l’eventuale traslazione della proprietà dei terreni non giustificherebbe l’inerzia del Comune che avrebbe dovuto, anche in assenza di una perizia di stima, imporre all’occupante il pagamento di un’indennità annua come ristoro per la collettività per il bene sottratto od, in subordine, la concessione del diritto di superficie;
  • l’organo gestionale non può rimanere inerte, invocando le presunte omissioni dell’organo politico;
  • non è accettabile il richiamo alla non intervenuta prescrizione della pretesa creditoria, restando il danno rilevante ai fini dell’azione di responsabilità certo, attuale ed effettivo, anche se non definitivo;
  • se all’Ufficio non competeva la riscossione dei canoni certamente le dirigenti hanno omesso di comunicare ai competenti organi del Comune quanto risultava dagli accertamenti connessi all’attività svolta dall’Ufficio urbanistica. Si tratta dunque di un’omissione gravemente colposa dei doveri incombenti su chi rivestiva la carica di responsabile del settore urbanistica.

11 dicembre 2012

Demanio civico di Portoscuso (Ci), un esempio di furto ai danni della collettività

Da Febbraio 2012 ci sono stati clamorosi sviluppi delle indagini penali condotte dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Cagliari (dott. Daniele Caria) e dal Corpo forestale e di vigilanza ambientale riguardo un vero e proprio cumulo di nefandezze incentrate sulla progettata realizzazione di una centrale eolica sui 540 ettari di demanio civico di Portoscuso (Capo Altano-Guroneddu) da parte della Portovesme s.r.l., che ha già realizzato un’altra centrale eolica presso la zona industriale di Portovesme.

E’ stato arrestato il sindaco di Portoscuso e presidente del Consorzio industriale provinciale Adriano Puddu. Le accuse sono di corruzione, concussione, peculato, voto di scambio, ma sono indagati anche l’amministratore delegato della Portovesme s.r.l. Carlo Lolliri, diacono e Commendatore del cattolicissimo Ordine del S. Sepolcro, e l’assessore comunale ai servizi sociali Selena Galizia. 

Secondo le accuse della Procura della Repubblica di Cagliari – fatte proprie dal G.I.P. del Tribunale – vi sarebbe proprio un autentico sistema di potere deviato con al centro il presunto onnipotente Adriano Puddu. Soldi (tanti), potere, sesso, omicidi proposti, preti, avvocati, dirigenti industriali, imprenditori. Ora tutti fanno a gara nel non conoscere il sindaco Puddu, a iniziare da partiti (U.D.C., P.D., F.L.I., P.d.L.) e politici (a iniziare dal Presidente della Provincia di Carbonia-Iglesias Tore Cherchi). Qualcuno minaccia querele, tuoni e fulmini.

Ma tutto è imperniato sulla vicenda dell’illegittima alienazione dei terreni appartenenti al demanio civico portoscusese, su cui le associazioni ecologiste Amici della Terra e Gruppo d’Intervento Giuridico avevano inoltrato specifico esposto (15 aprile 2011) alle amministrazioni pubbliche (in primo luogo proprio al Comune di Portoscuso) e alle magistrature competenti. Dall’Agenzia Argea era pervenuta conferma dell’assenza di autorizzazioni in proposito. Dal Comune di Portoscuso nessuna comunicazione in merito al richiesto recupero dei terreni al demanio civico previsto per legge.

Tali terreni costieri risultano ceduti, pressoché gratuitamente, dal Comune di Portoscuso al Consorzio sardo di sviluppo industriale nel 1963 per la realizzazione di una città del cinema che non vide mai la luce (condizione contrattuale secondo cui i terreni avrebbero dovuto esser restituiti). Nel 1972 avrebbe acquisito le aree la Sard Invest e successivamente la svizzera Bellosino a.g. avrebbe acquisito il controllo della società, a sua volta controllata dalla holding Glencore (sede legale in Lichtenstein), Società che controlla anche la Portovesme s.r.l. Inoltre, la società Sard Invest avrebbe venduto una piccola parte di quei terreni (5 ettari) ad alcuni amministratori comunali di Portoscuso. 

I diritti di uso civico sono inalienabili (art. 12 della legge n. 1766/1927 e s.m.i.), inusucapibili ed imprescrittibili (artt. 2 e 9 della legge n. 1766/1927 e s.m.i.): “intesi come i diritti delle collettività sarde ad utilizzare beni immobili comunali e privati, rispettando i valori ambientali e le risorse naturali, appartengono ai cittadini residenti nel Comune nella cui circoscrizione sono ubicati gli immobili soggetti all’uso” (art. 2 legge regionale n. 12/1994). 

Ogni atto di disposizione che comporti ablazione o che comunque incida su diritti di uso civico può essere adottato dalla pubblica amministrazione competente soltanto verso corrispettivo di un indennizzo da corrispondere alla collettività titolare del diritto medesimo e destinato ad opere permanenti di interesse pubblico generale (art. 3 della legge regionale n. 12/1994 e s.m.i.). I demani civici sono tutelati ex lege con il vincolo paesaggistico (art. 142, comma 1°, lettera h, del decreto legislativo n. 42/2004 e successive modifiche ed integrazioni).

Eppure il sindaco Puddu e la “sua” maggioranza hanno deliberato (aprile 2011) di richiedere la “sclassificazione”(rectius sdemanializzazione) dal regime demaniale civico ai sensi dell’art. 18 bis della legge regionale n. 12/1994 e s.m.i., possibile tuttavia solo in presenza dei requisiti dell’alienazione prima della legge n. 431/1985, dell’utilizzo secondo la pianificazione urbanistica e, soprattutto, la perdita irreversibile della conformazione fisica o della destinazione funzionale a terreni agrari/boschivi/pascolativi. Condizione quest’ultima non esistente.

Poi gli sviluppi. E non sembra finita qui. 

Sembra solo la punta dell’iceberg, in una terra dove i fumi industriali hanno creato un clima oppiaceo che ammorba e addormenta le coscienze (quelle che esistono), dove i bambini non devono mangiare frutta e verdura locali e si nutrono di deficit cognitivi, i rifiuti industriali sono oggetto di traffici “sporchi” e lucrosi, il lavoro è una grazia feudale (elettorale), la crisi economico-sociale è devastante. I feudatari politici si trastullano con la promessa della caccia a febbraio, l’unica vera esigenza del Sardistàn, a sentire i latrati d’una minoranza corporativa armata e la compiacenza loro dimostrata.

Sembra tutto così penoso e molto probabilmente lo è. Ma questa volta non sembra finita qui.

20 novembre 2012

E' CORRETTO L'AGGIORNAMENTO DEI CANONI DI LEGITTIMAZIONE DA PARTE DEI COMUNI

Un altro importante parere si aggiunge alla schiera di sentenze e studi circa la corretta rivalutazione dei canoni di legittimazione di terre civiche ai sensi degli articoli 9 e 10 della Legge 1766/1927: secondo la Regione Campania (nota prot. 2012 del 17/10/2012 - richiesta di parere) "dalle considerazioni di diritto di cui alla suddetta decisione del Consiglio di Stato (Sez. quinta, n. 8940/09 reg. dec. del 20/10/2009, depositata il 29/12/2009) e della natura stessa dell'istituto della "legittimazione" non appare illogico desumere una sfera di attribuzioni in capo all'Ente locale (Comune) nell'applicazione del principio di adeguamento del canone nei limiti della ragionevolezza sancito dalla Corte Costituzionale con le richiamate pronunce (n. 406/1988 e 143/1997)".

Scarica il file completo del parere della Regione Campania prot. 2012/2012

Scarica la Sentenza del Consiglio di Stato sez. quinta, n. 8940/09 reg. dec. del 20/10/2009, depositata il 29/12/2009

Scarica la Sentenza della Corte Costituzionale n. 406/1988

Scarica la Sentenza della Corte Costituzionale n. 143/1997


19^ riunione scientifica 2013 - Università di Trento

La 18^ Riunione scientifica tenutasi in seduta plenaria nei giorni di giovedì 15 e venerdì 16 novembre 2012 presso la Facoltà di Economia dell'Università degli Studi di Trento, organizzata dal Centro studi e documentazione sui demani civici e le proprietà collettive, si è conclusa rimandando l'appuntamento al prossimo anno per la 19^ riunione scientifica sul tema "ASSETTO FONDIARIO COLLETTIVO: STRUTTURA E PERFORMANCES DI UNA ENTITA' COMPLESSA - non studio del passato, ma mediazione tra presente e passato in vista del futuro"



5 novembre 2012

18^ riunione scientifica - 15/16-11-2012 - Trento

La 18^ Riunione scientifica si svolgerà in seduta plenaria nei giorni di giovedì 15 e venerdì 16 novembre 2012, a Trento, nella Sala Conferenze della Facoltà di Economia (Università degli Studi di Trento), via Rosmini n. 44, sul tema: "Catturare l'anima dell’altro modo di possedere e farne viaggiare le idee - Promuovere la conoscenza e la comprensione degli assetti fondiari collettivi come responsabilità civica".

Con la convocazione della 18^ Riunione scientifica, il Centro studi e documentazione sui demani civici e le proprietà collettive si pone l'obiettivo di costituire una ulteriore occasione di incontro fra studiosi, ricercatori accademici, amministratori degli enti di gestione, testimoni ad alto livello, per approfondire i temi più attuali temi degli assetti fondiari collettivi.

In contrasto col sentire comune, che identifica la proprietà collettiva con un settore tradizionale e quindi poco innovativo, vi sono, invece, molte ragioni che ci inducono a ritenere altrimenti.

Giovandosi, allora, della collaborazione interdisciplinare, la Riunione si pone come sede di confronto, di dibattito e di approfondimento culturale per quanti identificano nella proprietà collettive un diverso modo di possedere (contrastando il forte pregiudizio ideologico contro la proprietà collettiva) ed un diverso modo di gestire (contrastando l'opinione ampiamente diffusa secondo cui la proprietà comune è fonte di inefficienza).

Il comitato scientifico
prof. Vincenzo Cerulli Irelli: professore di Diritto amministrativo nella Facoltà di Giurisprudenza dell'Università degli Studi La Sapienza di Roma.

prof. Geremia Gios: professore di Economia dell'ambiente nella Facoltà di Economia dell'Università degli Studi di Trento.

prof. Paolo Grossi: professore di Storia del Diritto italiano nella Facoltà di Giurisprudenza dell'Università degli Studi di Firenze

prof. Fabrizio Marinelli: professore di Istituzioni di diritto privato nella Facoltà di Economia dell'Università degli Studi di L'Aquila.

prof. Franco Mastragostino: professore di Diritto regionale e degli enti locali nella Facoltà di Giurisprudenza degli Studi di Trento.

prof. Giorgio Pizziolo: professore di Analisi e pianificazione territoriale nella Facoltà di Architettura dell'Università degli studi di Firenze. 

Relatori e relazioni
Beni comuni e usi civici nel Lazio dei secoli XIV-XIX, di ORSOLA AMORE, ricercatore di Storia Medievale nella Facoltà di Lettere e Filosofia della "Sapienza" Università degli studi di Roma.

La terra: oggetto di possesso o bene comune?, di CARLO ALBERTO GRAZIANI, professore di Istituzioni di diritto privato nella Facoltà di Giurisprudenza dell'Università degli studi di Siena.

Verso una teoria generale delle comunità contrattuali: libertà, reciprocità, sussidiarietà, di STEFANO MORONI, professore di Land Use Ethics and the Law nel Politecnico di Milano.

Come praticare oggi, nella crisi, la 'Relazione Comunità-Luoghi', essenza dell'Uso Civico, del Bene Comune e condizione per la rinascita dei nostri paesaggi?, di GIORGIO PIZZIOLO, professore di Analisi e pianificazione territoriale nella Facoltà di Architettura dell'Università degli studi di Firenze.

Assetti fondiari collettivi e cultura giuridica. I valori delle proprietà collettive come fondamento di responsabilità civica e quali strumenti di risposta alle sfide contemporanee, di FABRIZIO POLITI, professore di Diritto costituzionale nella Facoltà di Economia dell'Università degli studi di L'Aquila.

Programma dei lavori 
Giovedì 15 novembre 2012
10.00/ 
15.00 Registrazione dei partecipanti

15.30 Indirizzi di saluto delle Autorità 
Presiede i lavori il prof. PAOLO GROSSI, giudice della Corte Costituzionale della Repubblica Italiana

15.45 
Relazione sul tema: La terra: oggetto di possesso o bene comune?, di CARLO ALBERTO GRAZIANI, professore di Istituzioni di diritto privato nella Facoltà di Giurisprudenza dell'Università degli studi di Siena.

17.00 
Relazione sul tema: Beni comuni e usi civici nel Lazio dei secoli XIV-XIX, di ORSOLA AMORE, ricercatore di Storia Medievale nella Facoltà di Lettere e Filosofia della "Sapienza" Università degli studi di Roma.

18.00 
Voci dalle Proprietà collettive :
L'Università di Boschetto Gaifana Colsantangelo e l'azione di tutela del patrimonio comune, di SAURO VITALI, presidente.
Il Comune di Asiago riconosce l'esistenza della Regola di Asiago e ne favorisce la ricostituzione, del dott. GIANCARLO BORTOLI, consigliere comunale relatore.

L'origine e l'esperienza della Vicinia Granda di Ville del Monte nel comune di Tenno (Trentino), di OSVALDO DONGILLI, presidente.

Programma dei lavori 
Venerdì 16 novembre 2012
I Sessione
Presiede i lavori il prof. GIAMPAOLO AZZONI, professore di Filosofia del diritto dell’Università degli studi di Pavia

9.30 
Relazione sul tema: Come praticare oggi, nella crisi, la 'Relazione Comunità-Luoghi', essenza dell'Uso Civico, del Bene Comune e condizione per la rinascita dei nostri paesaggi?, di GIORGIO PIZZIOLO, professore di Analisi e pianificazione territoriale nella Facoltà di Architettura dell'Università degli studi di Firenze.

10.15 Comunicazioni e interventi

11.00 
Relazione sul tema: Verso una teoria generale delle comunità contrattuali: libertà, reciprocità, sussidiarietà, di STEFANO MORONI, professore di Land Use Ethics and the Law nel Politecnico di Milano.

11.45 Comunicazioni e interventi

II Sessione
Presiede i lavori il prof. ANDREA LEONARDI, professore di Storia economica nella Facoltà di Economia dell’Università degli studi di Trento

15.00 
Relazione sul tema: Assetti fondiari collettivi e cultura giuridica. I valori delle proprietà collettive come fondamento di responsabilità civica e quali strumenti di risposta alle sfide contemporanee, di FABRIZIO POLITI, professore di Diritto costituzionale nella Facoltà di Economia dell'Università degli studi di L'Aquila.

16.00 Comunicazioni e interventi

17.30 
Interventi conclusivi, approvazione della mozione e chiusura dei lavori


Invito - Programma dei lavori - Scheda d'iscrizione


18 ottobre 2012

Convegno USI CIVICI - 22/10/2012 - BERNALDA (MT)

Lunedi 22 Ottobre 2012 alle ore 16:00, presso la Sala Incontro in Via Cairoli - Bernalda, si è svolto il Convegno organizzato dal Comune di Bernalda in collaborazione con le Università di Bari e Basilicata, sul tema: Storia ed attualità degli usi civici, nel corso del convegno è stato presentato il primo numero della collana del Dipartimento Jonico dell’Università degli Studi Aldo Moro di Bari “La Testa di Medusa. Storia ed attualità degli usi civici” a cura di Francesco Mastroberti.

Foto dell'incontro


Invito/locandina

7 settembre 2012

Convegno su Usi Civici - ASCEA (Sa) - 08/09/2012

Il Comune di Ascea (Sa) ha organizzato per il giorno 8 settembre 2012 un convegno sul tema:
Terreni Demaniali Gravati da Uso Civico,
l’Affrancazione delle Terre Legittimate.
8 settembre 2012 – ore 10.30
presso Fondazione Alario per Elea – Velia - Marina di Ascea
Programma:

Introduzione e Saluti:

Dr Mario RizzoSindaco di Ascea

Interventi:

Dott. Giuseppe BaldiAgronomo – Perito Istruttore Demaniale

Dott. Renato CaiolaDirigente Servizio Amministrativo Usi Civici Regione Campania
Dott. Angelo Raffaele De DominicisProcuratore Regionale della Corte dei Conti per il Lazio
Dott. Mario MianoAssessore per l’Agricoltura della Provincia di Salerno


Modererà l’incontro il geom. Biagio Merola, Assessore per gli Usi Civici 
del Comune di Ascea
Notizia completa su:  http://mutamenti.altervista.org/convegno-usi-civici/

Si riporta un estratto:

"Con delibera di Consiglio Comunale n 25/2011 è stato approvato il Regolamento per l’Esercizio degli Usi Civici e con delibera di Consiglio Comunale n. 04/2012 è stata approvata la rivalutazione dei canoni e la determinazione dei capitali di affranco sulle terre gravate da uso civico legittimate con ordinanze di legittimazione del 1932-1935-1963-1967 dal Commissariato agli Usi Civici della Campania e Molise. 

Il lavoro svolto tende a disciplinare le procedure per addivenire all’affrancazione dei canoni enfiteutici gravanti sui terreni legittimati, soggetti ad uso civico. 

Si intende pertanto assicurare criteri di trasparenza ed adeguate forme di pubblicità, perseguendo altresì l’obiettivo di accelerare i tempi e rendere più snelle le procedure di affrancazione nel rispetto della normativa vigente. 

Al fine di dare adeguata informazione alla cittadinanza, l’Amministrazione Comunale ha organizzato tale convegno per il giorno 8 settembre 2012".


Si riporta un estratto:
"Il provvedimento di legittimazione delle terre occupate senza titolo e non utilizzabili perché trasformate con opere stabili è discrezionale e deve essere motivato essenzialmente sullaconvenienza e soprattutto opportunità di sottrarre i beni alle popolazioni quando le esigenze di sviluppo produttivo prevalgono sui bisogni della collettività. La legittimazione è concessa su proposta e di intesa con la regione con un atto che è soggetto all’approvazione del Capo dello Stato. Nel provvedimento di legittimazione è stabilito un canone di natura enfiteutica il cui capitale corrisponde al valore del fondo diminuito delle migliorie ed aumentato degli interessi. L’affrancazione, se non è contestuale, può aver luogo con delibera comunale. L’art 52 del D. L.vo 446/97 impone ai Comuni di procedere alla riscossione, volontaria e coattiva, dei canoni di natura enfiteutica e , non è concessa agli amministratori degli enti locali la facoltà di rinunciare alla riscossione dei canoni, censi, livelli o altro del genere di cui siano titolari.
I beni in oggetto sono inalienabili e non usucapibili, mentre gli usi civici ivi risultanti sono imprescrittibili.
Il mancato pagamento del canone protrattosi per un periodo ventennale non comporta l’usucapione a favore dell’enfiteuta, ma solo la prescrizione quinquennale del debito per le annualità scadute.
Il ricavato dei proventi da capitale di affrancazione dei canoni per effetto di liquidazione di diritti, per legittimazione di occupazioni, per quotizzazione, dovrà affluire sulla contabilità speciale di tesoreria unica.
Le procedure di affrancazione di fondi, già appartenenti a Comuni o ad altre collettività, la cui occupazione da parte di soggetti abusivi è stata a suo tempo legittimata con l’imposizione di un canone enfiteutico.
Nel corso degli anni sono state numerose le domande di affranco inoltrate al Comune, per cui si rende necessario incaricare il Segretario Comunale, anche nelle more dell’aggiornamento completo delle ditte e della predisposizione dei ruoli pagamenti da parte dell’ufficio tributi di voler provvedere, su richiesta delle parti interessate, all’affranco dei canoni enfiteutici, previa corresponsione dei canoni maturati e non pagati e del relativo capitale di affranco.
Il convegno organizzato dal Comune di Ascea previsto per il giorno 8 settembre, alle ore 10.30, presso la Fondazione Alario per Elea-Velia, intende chiarire i termini di una vicenda così complessa quanto interessante e presentare le iniziative previste per la regolamentazione delle procedure di legittimazione poste in essere dall’Amministrazione Comunale. Gli interessati potranno così essere edotti sulle modalità da perseguire per addivenire alla risoluzione di un problema annoso per il quale è stata finalmente approntata una risoluzione."

23 luglio 2012

Presentazione del libro “Viaggio nell’Italia dei beni comuni”


Comunicato stampa che annuncia la presentazione ufficiale del volume Viaggio nell'Italia dei beni comuni, edito da Marotta & Cafiero.

L'opera propone alcune delle principali esperienze legate ai Beni comuni sviluppatesi in tutta Italia.

Tra le realtà esposte, ve ne sono due sviluppate in Friuli: Pesariis in Carnia, la cui Amministrazione Beni civici è presentata da Delio Strazzaboschi del Coordinamento regionale della Proprietà collettiva (www.pesariis.it), e l'impegno della Comunità di Marano lagunare, illustrato dalla studiosa di Beni collettivi dell'Università friulana Nadia Carestiato, che è anche curatrice dell'edizione insieme a Paolo Cacciari e Daniela Passeri. 

 Un altro contributo regionale è quello di Lucia Piani, ricercatrice del Dipartimento di scienze umane dell'Ateneo udinese, che ha scritto un articolo su Le clarisse di Camposampiero: il monastero come esempio di gestione collettiva.

Dopo la presentazione di Napoli, il libro sarà ospitato dalla 3° Conferenza internazionale su decrescita,
sostenibilità ecologica ed equità sociale, in programma a Venezia dal 19 al 23 settembre. Nel corso dell'autunno sarà presentato anche in Friuli, a cura del Coordinamento regionale della Proprietà collettiva.

LA VICìNIA
web: http://www.friul.net/vicinia.php
email: vicinia@friul.net
protezion e avignî des propietâts coletivis in Friûl e te provincie di Triest
zascita in razvoj skupnih posestev u Furlaniji in na Krasu
protezione e futuro delle proprietà collettive in Friuli e nella provincia di Trieste





6 luglio 2012

Convegno ROMA 13/07/2012 c/o INEA su "Proprietà collettive e usi civici tra tradizione e innovazione"

Si terrà Venerdi 13 Luglio 2012, presso la sede dell'INEA (Istituto Nazionale di Economia Agraria) in Via Nomentana n. 41 - Roma, un seminario su "L’agricoltura a beneficio della collettività locale - Proprietà collettive e usi civici tra tradizione e innovazione"

L'inizio dei lavori è previsto per le ore 09.30.

Le forme di proprietà collettiva delle terre e il loro uso per finalità agrosilvo-pastorali hanno avuto particolare diffusione in passato ed oggi, a seguito di alcune proposte di utilizzo dei beni fondiari di proprietà pubblica, sono diventate oggetto di accese discussioni. 

Per alcuni terre collettive, usi civici, terre demaniali sono termini che indicano soltanto vecchie forme di proprietà e utilizzo della terra, che dovrebbero lasciare spazio a nuovi usi di tali beni a favore della collettività locale; per altri esse rappresentano un’opportunità per lo sviluppo di un’economia sostenibile dal punto di vista sociale e ambientale e un’occasione per i giovani di intraprendere l’attività agricola.

La questione può essere analizzata, quindi, sotto diversi profili: quello del significato della proprietà collettiva e dell’esercizio del diritto di uso civico di terre demaniali e quello della loro finalità.

L’incontro ha l’obiettivo di approfondire la conoscenza di questi beni, sia dal punto di vista storico e giuridico, sia da quello dell’utilizzo attuale. Nella seconda parte della mattinata, associazioni, organizzazioni, imprese, cooperative agricole saranno invitate a presentare esperienze e proposte per gli usi civici e altre forme di proprietà collettiva.

Programma
9.30 Introduzione (Giarè, INEA)

10.00 Michele Filippini (Consulta nazionale proprietà collettiva), Proprietà collettive e dei dominii civici: storia, cultura, economia

10.30 Francesco Adornato (Università di Macerata), Beni comuni, proprietà collettive e politiche agricole

11.00 Giuseppe Gaudio (INEA), L’esperienza di Terrecomuni in Calabria

11.20 pausa caffè

11.40 Quale futuro per le proprietà collettive? Ne discutiamo con:
Università agraria di Allumiere,
Salvatore Stingo (Forum nazionale agricoltura sociale),
Giacomo Lepri (Società agricola Coraggio),
Antonio Carbone (ALPA),
Andrea Montresor (Federforeste),
Magnifica Comunità di Fiemme, Marta di Pierro (AIAB, presidio giovani agricoltori)
Paolo Ramundo (Co.br.ag.or)

13.30 Chiusura dei lavori

Segreteria organizzativa: Maria Giglio - giglio@inea.it - Tel. 06/47856405



23 giugno 2012

Incontro Guardea 16/06/2012 - Gli Usi Civici E La Rinascita Del Bene Comune

Si è svolto il 16/06/2012, presso il Dominio Collettivo di Guardea (Tr) il Convegno su "USI CIVICI: PROPRIETA' COLLETTIVA O BENE COMUNE?".


Guardea (TR) è un comune umbro di 1870 abitanti, ricco di uliveti, di campi di grano, di un’area naturalistica lacustre e di alberi di leccio, a cui si arriva dopo aver percorso negli ultimi chilometri una suggestiva strada panoramica che si affaccia sulla spianata del Tevere.

La cittadina si fregia dell’appellativo di Città del pane, è vicina ad Amelia e a Orvieto e, per almeno due particolari importanti, vicina anche ad Assisi.

San Francesco, infatti, vi dimorò a lungo presso una grotta del monastero romualdino di Santa Illuminata e, attualmente, sindaco di Guardea è Gianfranco Costa, anni fa primo cittadino di Assisi e fondatore del Centro Internazionale per la pace fra i popoli.

Proprio da Guardea, l’Umbria propone la rinascita del bene comune. Lo fa dando voce a un mondo forse poco conosciuto, ma portatore di interessanti valori. Si tratta delle proprietà collettive, antichi istituti risalenti al medioevo, chiamati, a seconda dei posti, domini collettivi, comunanze, università agrarie, ASBUC, partecipanti, consorzi dei possidenti; tutti enti di natura guridica privata, attivi e presenti nella vita economica, culturale e sociale dell’Italia specie della montagna, gestori di migliaia di ettari di territorio, erogatori di servizi primari e impegnati nel rispetto dell’equità economica fra generazioni. Un altro modo di possedere le risorse, non solo in mano a privati, ma ripartite fra tutti per assicurare a tutti sostegno e dignità.

Le proprietà collettive sono enti dotati di capacità di autonormazione, con beni indivisibili, non usucapibili e non vendibili se non dopo una specifica variazione della destinazione d’uso. Offrono legnatico, tartufi, pascolo, funghi e altri svariati servizi, culturali, di coesione sociale, turistici. Garantiscono presidi territoriali, sentieri da percorrere per conoscere l’ambiente, il mantenimento degli ecosistemi. Il tutto inserito in una logica che non segue l’economia di mercato finalizzata al profitto, ma l’offerta di benessere alle famiglie che della comunità fanno parte e che si estende, di riflesso, all’intera Nazione. 

In un convegno patrocinato dalla Regione dell'Umbria, dal Comune di Guardea e brillantemente organizzato dal Dominio Collettivo di Guardea presieduto da Stefano Muzi, si sono alternati gli interventi di Sandro Ciani responsabile della struttura Usi civici della Regione Umbria, di Mariella Carlotti docente di storia dell’arte, di Pietro Nervi professore di economia delle proprietà collettive all’Università di Trento, di Sauro Vitali presidente dell’Università agraria di Boschetto che ha promosso la battaglia a difesa del Rio Fergia contro lo sfruttamento della società di acque minerali Rocchetta, di Pietro Catalani, Commissario degli Usi civici per la Toscana, Umbria e Lazio, di Francesco Grohmann dirigente del servizio foreste ed economia montana della Regione Umbria, con la moderazione del giudice costituzionale Paolo Grossi.

Dalla platea una grossa partecipazione di amministratori e segretari delle proprietà collettive, giunti a Guardea per ascoltare e raccontare le loro esperienze, provenienti anche da fuori regione come il sindaco e il presidente ASBUC di Piazza al Serchio (Lucca) o come i rappresentanti dei demani civici della Sardegna.

Tanti comunisti, come li ha ripetutamente appellati Paolo Grossi riaffermando il primigenio senso del termine, insieme ai quali si augura che le proprietà collettive con la loro autonomia e con i loro principi “continuino a essere ricchezza per molto tempo, per voi e per i vostri figli”.

Tratto da Berenice



18 giugno 2012

Non si dismettono le comunità per fare cassa



Si è svolto il 9 giugno 2012 presso il Dipartimento di Sociologia e Scienza Politica, all’Unical, l’incontro sulle Terre comuni in Calabria, organizzato da un gruppo di cittadini che hanno dato vita all’omonimo Comitato. All’incontro hanno partecipato amministratori, esponenti di associazioni, giuristi, accademici.
Il tema del convegno è stato dettato dall’urgenza di rispondere in Calabria alla dissennata decisione governativa di fare cassa svendendo il patrimonio pubblico, comprese le terre demaniali di Comuni e Regioni.

Va da sé che il convegno calabrese s’inquadra in un contesto nazionale di difesa di quel che sopravvive dell’enorme proprietà collettiva, che caratterizzava il modo di produrre delle città rurali fino agli anni ’50 del secolo scorso.

I lavori del convegno sono partiti dalla ricostruzione storica degli usi civici in Calabria e dalla successiva definizione dalla legge del 1927 che prevedeva il censimento delle terre soggette, appunto, all’uso non proprietario delle terre coltivabili, a pascolo e dei boschi. Da quella lontana legge ad oggi, è andata avanti una pratica illegale di erosione del patrimonio comune, di privatizzazione e cementificazione dei suoli, spesso con la complicità inconsapevole degli stessi amministratori locali.

Questa mercificazione della terra si è accompagnata al venir meno di ogni sovranità alimentare ed energetica delle citta rurali calabresi, in specie quelle dell’osso. La conseguenza è stata la rottura del rapporto città campagna e quindi una profonda trasformazione dell’agricoltura tanto per l’aspetto economico che per quello sociale. Con la distruzione di relazioni umane che avevano garantito per secoli l’autonomia delle città rurali e la loro orgogliosa persistenza. In Calabria, questo processo di appropriazione e mercificazione delle terre comuni, ha comportato uno stravolgimento ancora più profondo del tessuto urbano, proprio perché nella nostra regione i così detti usi civici hanno un fondamento antico. Infatti, essi non sono stati inventati da un qualche diritto codificato o disposizione legislativa, ma sono nati già nel medioevo, come istituzionalizzazione dell’uso e della gestione dei territori attorno alla città, i contadi, da parte delle “Universitas”, che sono appunto comunità che hanno, per così dire, come ragione sociale la buona vita dei suoi membri. Fra l’altro, quasi sempre, dalle Universitas hanno origine i Comuni calabresi.

Sicché gli usi civici in Calabria andrebbero riguardati come ciò che è sopravvissuto all’opera di modernizzazione dello stato nazionale che ha sostituito il diritto proprietario della terra al suo uso, la legge alla regola, marginalizzando forme di vita inventate collettivamente dalle moltitudini.

L’ulteriore approfondimento di queste tematiche non può essere scisso dalla mobilitazione urgente contro la svendita che progetta il governo; ed una delle indicazioni finali del convegno è proprio quella di organizzare in tutta Italia una rete di resistenza alla privatizzazione del demanio agricolo, rete che potrebbe formarsi promuovendo ad esempio quel referendum proposto da Lucarelli.

Gli usi civici non sono oggi una sorta di romantica difesa di un passato contadino. Essi hanno una straordinaria attualità. Non è un caso, infatti, che chi oggi pone il tema dei beni comuni fa riferimento proprio agli usi civici come esempio concreto di questa pratica. Sono poi le pratiche, che proprio nella crisi, si vanno sempre diffondendo tanto in Italia che in Europa e in tutto l’Occidente.

Infatti, di fronte alla “crisi del sistema che mette in causa le variabili strutturali della crescita economica globale in quanto fattore di produzione di ricchezza” e la “crisi degli equilibri ambientali entro i quali si sono alimentati in sequenza storica la narrazione del progresso e di sviluppo fondate entrambe sulla crescita economica illimitata e la tecno scienza” non c’è che da ritrovare il rapporto con il territorio.

Allora oggi Terre comuni in Calabria riguarda non solo le terre demaniali ma significa la ‘riappropriazione’ del territorio da parte delle comunità che le abitano che ormai in niente incidono nelle decisioni prese da chi lo considera una sorta di spazio geometrico, funzionale unicamente all’estrazione di profitto piegando a esso la vita, la quotidianità, le necessità, i saperi e le passioni, degli individui e delle comunità.
Così il convegno ha dato voce alle associazioni, di tutta la regione, protagoniste di esperienze di lotte, talvolta di resistenza, tal’altra di costruzione di esperienze nuove di rapporto con il territorio.

Con la loro presenza e i loro interventi sindaci e amministratori locali hanno espresso il disagio di fronte alla funzione burocratica alla quale sono ridotti dall’autorità governativa. Di fronte alle scelte del governo gli amministratori locali possono rassegnarsi alla degradazione del loro ruolo o insieme alle comunità sperimentare nuove forme di partecipazione e democrazia come condizione necessaria di un rapporto diverso con i luoghi e le comunità. Da qui l’esigenza, emersa nel corso dell’incontro, di costruire, attraverso forme di democrazia diretta, uno Statuto dei luoghi che stabilisca una serie di principi comuni, condivisi fra le associazioni, gli abitanti e i sindaci disponibili, al fine di valorizzare e tutelare il patrimonio comune.

In chiusura di queste note sentiamo la necessità di ricordare Mario Alcaro, in duello con la morte proprio mentre si svolgevano i lavori del convegno. Al di là dei suoi meriti di studioso, qui, importa a noi sottolineare la sua opera di meridionalista pieno d’amore per la sua regione, che ha avuto la massima espressione nella redazione e direzione per oltre un quinquennio di Ora locale, la rivista che ha introdotto in Calabria il pensiero politico meridiano.

11 giugno 2012

Convegno su "USI CIVICI: PROPRIETA' COLLETTIVA O BENE COMUNE?"

Si terrà a Guardea (Tr), sabato 16/06/2012, alle ore 09.30 presso la Sala Civica del DOMINIO COLLETTIVO DI GUARDEA (Largo Mazzini, 5 - Guardea), il convegno sul tema "USI CIVICI: PROPRIETA' COLLETTIVA O BENE COMUNE?"


Con il patrocinio della Regione Umbria e del Comune di Guardea, sotto la presidenza del prof. Paolo Grossi, saranno relatori il p.a. Sandro Ciani, la prof. Mariella Carlotti, il prof. Pietro Nervi. 

Sono previsti gli interventi di cav. Stefano Muzi, sig. Sauro Vitali, dr. Francesco Grohmann, dr. Pietro Catalani.







7 giugno 2012

Incontro 09/06/2012 su TERRE COMUNI IN CALABRIA c/o Università della Calabria

Si terrà Sabato 09/06/2012, presso l'Aula SSP1 dell'Università della Calabria - Arcavacata di Rende (Cs), di fronte ingresso Cubo 0B - Dipartimento di Sociologia e Scienza Politica - Piazzale Autobus, dalle ore 09.00 alle ore 18.00, l'incontro-dibattito su TerreComuni in Calabria.


Programma di lavoro

Ore 9:00 Iscrizione partecipanti
Obiettivi dell’iniziativa Terrecomuni in Calabria
Comitato Promotore Terrecomuni

Relazioni introduttive
Pratiche di riappropriazione delle terre comuni da parte degli abitanti dei luoghi
Ada Cavazzani/Università della Calabria
Usi civici e terre demaniali in Calabria: stato dell’arte
Fabrizio Cosentino/Commissario regionale agli usi civici della Regione Calabria

Ore 11:00 Pausa

Ore 11:20 Esperienze di difesa e promozione del territorio

Ore 13:00-14:45 Pausa pranzo
Vi invitiamo a portare prodotti tipici della vostra zona per condividere un pranzo collettivo

Ore 15:00 Dibattito partecipativo su una “Carta del Territorio”
Temi in discussione:
- L’iniziativa Terrecomuni Calabria
- Buone prassi di uso delle terre comuni in Calabria: iniziative esistenti e possibilità per il futuro
- Beni comuni e le passioni del Comune
- Aspetti giuridici per la difesa delle terre comuni in Calabria


Ore 17:45 Conclusioni


Questo incontro intende essere un primo “esperimento di dialogo” tra i protagonisti già coinvolti nella discussione e nel sostegno dell’iniziativa Terrecomuni Calabria. In questo senso è un momento importantissimo di confronto e di costruzione comune degli obiettivi e dei passi futuri.

Il Comitato Promotore/Terrecomuni in Calabria
Contatti: terrecomunicalabria@gmail.com Tel. 340/3450014

6 giugno 2012

TUTELA DEMANIO CIVICO: ESEMPI PIU' O MENO VIRTUOSI

Segnalo vari link circa la tutela del demanio civico e delle proprietà collettive:

- Ad Austis (Nu), dopo un lungo contenzioso legale, l'amministrazione comunale si riprende dei terreni di uso civico recintati illegalmente da privati (per la notizia completa clicca qui).

- A Francavilla al Mare (Ch) un’indagine del Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Chieti ha accertato un danno erariale di circa 1milione e 200mila euro per le casse comunali per canoni livellari/enfiteutici (o di natura enfiteutica) non incassati

E' obbligata la strada della Corte dei Conti che chiederà agli ex assessori di pagare di tasca loro per le “condotte abusive” che hanno prodotto il danno. Le indagini della GdF di Chieti, molto attiva contro gli sprechi della Pubblica amministrazione, avrebbero trovato traccia di comportamenti amministrativi che allungavano la riscossione del tributo fino a farlo cadere in prescrizione. Di qui il danno erariale (per la notizia completa clicca qui).

Il Sindaco ed otto assessori: sono questi gli amministratori di Francavilla al Mare che hanno firmato le delibere con le quali - secondo l’inchiesta della Gdf di Chieti - è stata agevolata la prescrizione dei canoni enfiteutici, cioè quegli affitti che debbono pagare i cittadini che posseggono terreni o case che anticamente erano di proprietà comunale e che non sono stati affrancati. Ora a questi nove segnalati la Corte dei conti potrebbe chiedere il danno erariale di 1,143 mln non riscossi dal Comune.

«Le delibere di Giunta hanno evidenziato precise responsabilità - secondo la GdF - rispetto alla volontà di non portare a compimento l’attività di accertamento e quindi di riscossione, in particolare per il 2005», anno per il quale – secondo gli accertamenti della Finanza – i dati erano ormai pronti.

Le delibere incriminate sono tre e secondo l’indagine dimostrerebbero la volontà di non far pagare i cittadini obbligati, essendo molto generiche le motivazioni del rinvio (per la notizia completa clicca qui). 

Di seguito un video con la spiegazione del Sindaco:


- A Gallo Matese (Ce) è stata sequestrata l'area di un erigendo parco eolico da realizzarsi su terreno demaniale gravato da usi civici in assenza del nulla osta della Regione Campania (per la notizia completa clicca qui)

28 maggio 2012

IX CONVEGNO ANNUALE: IL PROCESSO DINANZI AL COMMISSARIO AGLI USI CIVICI

Si svolgerà Venerdi 01 Giugno 2012, presso l'Auditorium dell'Università degli Studi dell'Aquila (Via Giovanni Falcone, 25) il IX CONVEGNO ANNUALE del Centro Studi sulle Proprietà Collettive e la cultura del giurista "Guido Cervati" con oggetto: IL PROCESSO DINANZI AL COMMISSARIO AGLI USI CIVICI - ASPETTI PROBLEMATICI DELLE FORME PROCESSUALI DI TUTELA DEGLI USI CIVICI.

PROGRAMMA:

h. 9,30 Iscrizione al Convegno


h. 9,40 Saluti
Prof. Ferdinando di Orio
Magnifico Rettore, Università degli Studi dell’Aquila

Prof. Fabrizio Politi
Preside Facoltà di Economia dell’Aquila

Prof. Fabrizio Marinelli
Direttore del Centro Studi sulle Proprietà collettive “Guido Cervati”

h. 10.15 Prima sessione
Il punto di vista del Commissario

Presiede
Prof. Paolo Grossi
Giudice costituzionale

Dott. Riccardo Audino
Commissario Usi Civici L’Aquila

Dott. Antonio Perinelli
Commissario Usi Civici L’Aquila

h. 11,30 pausa caffè


h. 11,45
Dott. Pietro Catalani
Commissario Usi Civici Roma

Dibattito


h.13,00 Conclusioni
Prof. Paolo Grossi

Pausa pranzo


h. 15.00 Seconda sessione
La prospettiva degli avvocati

Presiede
Prof. Pietro Nervi
Università degli Studi di Trento

Prof. Avv. Vincenzo Cerulli Irelli (Università di Roma “La Sapienza”)

Avv. Rodolfo Ludovici (Foro dell’Aquila)

Avv. Sandro Pasquali (Foro dell’Aquila)

Avv. Marcello Marian (Foro di Roma)

Dibattito

h.17,30 Conclusioni
Prof. Angel Antonio Cervati


Per informazioni
0862/434838 - 0862/434807
fax 0862/434803
email preseco@ec.univaq.it




11 maggio 2012

Costituzione del Coordinamento regionale Abruzzo della Consulta

La Consulta Nazionale della Proprietà Collettiva si è costituita nel marzo 2006 a Roma, presso il Senato della Repubblica, su iniziativa di alcune realtà collettive italiane. Attorno ad esse si è gradualmente costituito un consenso di altri soggetti portatori di interessi collettivi legati alla tutela del territorio italiano, allargando la base degli associati.

Uno degli scopi fondamentali della Consulta è, infatti, quello di lavorare assieme al Parlamento nazionale e ai Consigli regionali affinché la legislazione continui a tutelare i grandi patrimoni naturali e culturali che le proprietà collettive rappresentano.

Per tale motivo, e per avviare iniziative e azioni di tutela anche nella nostra regione, è intenzione della scrivente costituire anche in Abruzzo un coordinamento regionale della Consulta, anche con l’obiettivo di consolidare la conoscenza reciproca delle nostre diverse realtà collettive e di raccogliere proposte e suggerimenti per azioni e attività di comune interesse.

È quindi con piacere che Vi invitiamo a partecipare alla riunione costitutiva del Coordinamento Abruzzo della Consulta Nazionale della Proprietà Collettiva, in programma per il giorno

sabato, 19 maggio 2012, alle ore 10:30
in prima convocazione ed alle ore 11.00 in seconda convocazione
presso la sede dell’Amministrazione separata beni usi civici di Assergi
Piazza San Franco - L'Aquila

Ordine del giorno: 
1) Carlo Grgič, membro della Consulta Nazionale della proprietà collettiva, coordinamento assemblea;
2) Corrado Bellisari, membro della Consulta Nazionale della proprietà collettiva e coordinatore Regione Abruzzo;
3) Saluti e benvenuto agli intervenuti;
4) Attività svolta e finalità del Coordinamento regionale Abruzzo della Consulta;
5) Approvazione Statuto e nomina del direttivo del Coordinamento regionale Abruzzo della Consulta;
6) Raccolta di idee su eventuali problematiche legate alla legislazione nazionale, regionale sulle proprietà collettive e gli usi civici; raccolta di proposte su eventuali iniziative comuni da realizzare in futuro;
7) Decisione di devolvere la somma raccolta a livello nazionale della Consulta per il sostegno terremotati d’Abruzzo;
8) Varie ed eventuali.

Seguirà rinfresco

Il Coordinatore della Proprietà Collettiva della Regione Abruzzo
Corrado Bellisari
Tel: 3485229388 / fax: 0861/1241824
e-mail: corrado.bellisari@regione.abruzzo.it

9 maggio 2012

Convegno 31 Maggio 2012 - Roma

La rivista "l'albatros" ha organizzato il Convegno sul tema "CIBO TERRA ACQUA SOSTENIBILITA'. QUALE FUTURO PER 10 MILIARDI DI PERSONE", che si svolgerà a Roma il 31 maggio 2012, dalle ore 15:30 alle 19:30, presso la Biblioteca del Senato "Giovanni Spadolini", Sala degli Atti Parlamentari, Piazza della Minerva 38. 

E' un'occasione per riflettere insieme su questioni di grande rilevanza. 

Scarica la locandina/invito

Programma:

Ore 15,30
Apertura dei lavori
Agostino Bagnato, direttore rivista l’albatros

0re 15,40
Relazioni
Alfonso Pascale, Studioso di politica agraria, scrittore
Ettore Ianì, Presidente Lega Pesca, “Sapienza” Università di Roma

Ore 16,40
Interventi
Paolo Russo, Presidente Commissione Agricoltura Camera dei Deputati
Leana Pignedoli, Commissione Agricoltura Senato della Repubblica
Giorgio Tonini, Commissione Affari Esteri Senato della Repubblica
Corrado Barberis, Presidente Istituto Nazionale Sociologia Rurale
Franco Chiriaco, Comitato Economico e Sociale dell’Unione Europea, Presidente Fondazione Metes
Piero Conforti, Economist at the Agricultural Development Economics – Division of FAO
Marco Berardo Di Stefano, Presidente Rete Fattorie Sociali
Enzo Lo Scalzo, Presidente Agorà Ambrosiana
Luigi Rossi, Presidente FIDAF (Federazione Italiana Dottori in Agraria e Forestali)
Michele Zannini, Presidente Acli Terra

Ore 19,00
Intervento conclusivo
Franco Ferrarotti, sociologo, scrittore, Accademia dei Lincei

Per accedere alla Biblioteca è obbligatorio per gli uomini indossare giacca e cravatta.

Segreteria:
info@lalbatros.it - Tel/fax 06.5018520
a.pascale@alfonsopascale.it 348.2564595